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Gli affari della criminalità in Riviera in un volume di Matteo Marini

10 mar 2015
Un interessante lavoro del collega free lance formatosi all’Ifg su un sistema che ha puntato a impadronirsi dei locali storici di quella che era un tempo la ridente “Romagna felix”

“Nuova gestione” è il titolo di un libro (Round Robin editrice, Roma, prezzo di copertina 12 euro) scritto da Matteo Marini, giornalista free lance, formatosi alla Scuola di giornalismo di Urbino dove ora insegna nella sezione delle news on line. Il sottotitolo è: Usura e prestanome, gli affari della criminalità organizzata in Riviera. Da Gabicce a Rimini, il libro racconta la storia di piccoli imprenditori locali che hanno prestato il fianco, molti anche la faccia, a chi gli affari li fa a modo suo. E hanno perso. Teste di legno, cani sciolti organizzati o solitari, ma cresciuti nel brodo torbido della cultura mafiosa. Come squali hanno addentato la preda: i proprietari di storici esercizi turistici della Riviera. Prestiti, società, interessi. E poi usura, intimidazioni, estorsioni. Pistole. Così sono arrivati a gestire hotel, bar, ristoranti e night club, confusi fra le migliaia di luci, ora più opache, della ridente “Romagna felix”. Forestieri con pochi scrupoli, determinati a controllare un territorio non più incontaminato e in cui il virus ha attecchito da tempo. E dove “gli anticorpi”, ora lo sappiamo, non sono bastati.

Matteo Marini ha scritto le storie narrate nel libro basandosi sugli elementi che scaturiscono dagli atti d’indagine, dalle analisi di documenti societari, dagli articoli e dai servizi, cartacei e digitali, pubblicati sulla stampa nazionale e locale e dai colloqui con i testimoni diretti. Molti di questi testimoni hanno preferito non rivelare il proprio nome o hanno chiesto di non essere citati. Per tutte le persone oggetto d’indagine e di procedimento giudiziario vale, naturalmente, la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva passata in giudicato.