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Giornalismo, quarant'anni di autonomia e sfide future: l'Ordine delle Marche festeggia a Camerino

Cerimonia e momenti di confronto e incontro al Chip di Unicam, luogo simbolo della ricostruzione a dieci anni dal sisma. Gli interventi, i premiati e le premiate

Data:

05 luglio 2026

Giornalismo, quarant'anni di autonomia e sfide future: l'Ordine delle Marche festeggia a Camerino
I premiati e le premiate al quarantennale

 

L'Ordine dei Giornalisti delle Marche ha celebrato il suo quarantennale con un evento istituzionale e di alta formazione tenutosi sabato al Chip dell’Università di Camerino, simbolo della ricostruzione.. Moderata dalla giornalista Agnese Testadiferro, la giornata ha assunto un triplo valore: i 40 anni dell’istituzione dell’OdG regionale, i dieci anni dal devastante sisma del 2016 e la chiusura del Corso di Alta Formazione Scientifica.

La scelta di salire a Camerino rimarca il ruolo dei cronisti come testimoni in prima linea, impegnati non solo a raccontare l'emergenza, ma anche a monitorare la complessa transizione della ricostruzione strutturale e morale del territorio. L'evento si è aperto con i saluti del rettore di Unicam Graziano Leoni , di Maria Strino (Capo di Gabinetto della Prefettura di Macerata) e del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli.

Il bivio tecnologico: l'Intelligenza Artificiale come sfida democratica

Il fulcro culturale della mattinata ha affrontato la metamorfosi radicale della professione di fronte all'avvento dei nuovi strumenti tecnologici. Il rettore Leoni ha tracciato un parallelo storico acuto: se nel Settecento Edmund Burke definì la stampa come un "quarto potere" inteso come cane da guardia dei poteri costituiti, oggi l'ambivalenza tra informazione e manipolazione si chiama Intelligenza Artificiale.

Il tema è stato ampiamente approfondito nella lectio magistralis "Dal quarto potere al potere dell'AI" del professor Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale e già Ministro della Giustizia, intervenuto in collegamento. Di fronte al rischio di un'AI capace di elaborare moli oceaniche di dati ma incline a opacizzare le fonti e confezionare falsi indistinguibili dal vero, la figura del giornalista diventa uno scudo democratico. Cresce infatti il bisogno di professionisti capaci di selezionare, verificare, contestualizzare e assumersi la responsabilità giuridica e deontologica delle parole. Al dibattito ha contribuito anche Carlo Bartoli, presidente del Consiglio Nazionale dell'Ordine, tramite un messaggio registrato.

Quarant'anni di autonomia e la memoria dei Presidenti

Il presidente dell'OdG Marche, Franco Elisei, ha ripercorso le tappe della storia dell’ente. Al tavolo dei relatori presenti anche il vicepresidente Stefano Brecciaroli e Silvestro Ramunno, presidente dell'Ordine dell'Emilia-Romagna, regione da cui le Marche si staccarono formalmente il 28 giugno 1986 a seguito di un referendum interno promosso da Carlo D'Ettorre.

Quella consultazione finì con un plebiscito quasi assoluto: vi fu un solo voto contrario, quello di Gianni Rossetti. Un dettaglio ricordato oggi con affetto, poiché Rossetti non lo fece per ostilità, ma per una rigorosa e intima visione della professione che poi, da storico presidente (dal 1989 al 1998 e dal 2001 al 2011), difese più di chiunque altro, fondando anche la Scuola di Giornalismo di Urbino insieme a Carlo Bo. Durante la giornata è stato ufficialmente annunciato il cambio di statuto per intitolare alla memoria di Gianni Rossetti la Fondazione dei Giornalisti Marchigiani (nata a fine 2013), un tributo accolto dal ringraziamento del figlio Francesco, presente in platea.

Un lungo applauso e la consegna di targhe commemorative ritirate dai familiari hanno omaggiato gli altri presidenti e colonne portanti scomparse che hanno guidato l'Ordine in questi quarant'anni:


*Ermete Grifoni* (primo presidente), ricordato dalla figlia Nicoletta, che ha invitato colleghi e colleghe a non lasciarsi travolgere dal dubbio che la realtà digitale insinua in ognuno, e dal figlio Francesco;



*Dario Gattafoni*, la cui targa è stata ritirata dalla moglie Annamaria;



*Carlo Paci* e *Carlo D'Ettorre*;



*Nicola Di Francesco*, colonna dell'Ordine venuto a mancare solo pochi mesi fa.

I numeri della professione e la piaga del precariato

I dati illustrati dal presidente Elisei mostrano una profonda trasformazione della comunità giornalistica marchigiana, passata dai soli 506 iscritti del 1986 agli oltre 2.000 odierni. La nota più positiva arriva dall'equilibrio di genere: se quarant'anni fa le donne rappresentavano appena il 5% dei professionisti e l'11% dei pubblicisti, nel 2026 la componente femminile ha raggiunto il 41% tra i professionisti e il 37% tra i pubblicisti.

A cambiare radicalmente è stato però il modo stesso di fare informazione. Abbandonata la stampa a caldo e i vecchi sistemi degli anni Ottanta, epoca in cui la regione pullulava di edizioni locali cartacee, oggi il panorama si è contratto. I correttori di bozze sono scomparsi e il giornalista è diventato una figura "multitasking": redattore, fotografo, videomaker e persino impaginatore. Questa transizione tecnologica ha purtroppo portato con sé una contrazione dei contratti stabili, gonfiando le file dei freelance e dei collaboratori. La nota dolente resta il precariato sottopagato: l’accesso a una retribuzione dignitosa rimane una trincea aperta per molti giovani e meno giovani che continuano a iscriversi animati da una forte passione.

Istituzioni, territorio e onorificenze

La giornata ha lasciato spazio anche al focus politico e istituzionale sulla rinascita del territorio post-sisma. Il Commissario straordinario alla Ricostruzione Guido Castelli e il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli sono stati intervistati dai giornalisti e consiglieri dell'OdG Alessandra Pierini e Raffaele Vitali in un talk incentrato sulle sfide della ricostruzione e sul rilancio economico della regione.

La cerimonia è poi proseguita con una serie di importanti riconoscimenti:

 
*Tessera dell’OdG ad honorem* al professore Claudio Pettinari, già Rettore Unicam dal 2017 al 2023 e simbolo della rinascita universitaria dopo il terremoto.


*
*Targa di riconoscimento* alla professoressa Lella Mazzoli, direttrice dell'Istituto per la formazione al giornalismo (IFG) di Urbino, seguita dall'intervento di Egizia Marzocco, presidente dell'Ucsi Marche.



*Medaglie d'oro per i 40 anni di iscrizione* all'albo (dal 1986) ai professionisti Loretta Bentivoglio, Cristina Morbiducci, Stefano Trasatti e ai pubblicisti Roberto Senigalliesi e Domenico Ubaldi.



*Premi agli storici vicepresidenti e consiglieri regionali* che hanno servito l'ente, tra cui Alessandro Feliziani,  Luciano Gambucci (che ha ricevuto anche la medaglia per i 50 anni di iscrizione), Luca Romagnoli, Alessandra Pierini e gli ex consiglieri Giuseppe De Rosa, Franco De Marco, Ugo Bellesi, Mauro Grespini, Giovanni Filosa e Domenico Ciarrocchi.


  • * *Pergamene istituzionali* consegnate a John McCourt (Rettore di Unimc), Cinzia Grucci (Presidente Corecom) e al Ten. Col. Domenico Merico del Comando Militare Esercito Marche.

 

 

La giornata si è conclusa con il tradizionale taglio della torta e un buffet conviviale. Nel pomeriggio, i partecipanti hanno visitato il CHIP (Centro Universitario di Ricerca) e il centro storico di Camerino, ferito dal sisma ma in piena ripartenza. Da questa terra i giornalisti marchigiani hanno confermato che il viaggio della libera stampa continua: con più dubbi tecnologici, forse, ma con la stessa immutata responsabilità nel rispettare la verità sostanziale dei fatti e tutelare la dignità delle persone.

Clicca qui per vedere il video completo della cerimonia

Qui sotto la galleria fotografica della giornata